Obbligo di comunicazione prezzi: cosa prevede la legge
Dal 2023 i gestori devono comunicare i prezzi al MIMIT. Come funziona e perche' e' importante per i consumatori.
Redazione Petroli
8 marzo 2026

Dal 1 agosto 2023, tutti i gestori di impianti di distribuzione carburanti in Italia sono obbligati a comunicare i propri prezzi al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Questa normativa ha cambiato radicalmente la trasparenza del mercato dei carburanti.
Cosa prevede la legge
Il Decreto Legge 131/2023, convertito in legge, stabilisce che:
- Ogni gestore deve comunicare al MIMIT i prezzi praticati per ogni tipo di carburante (benzina, diesel, GPL, metano, HVO)
- La comunicazione deve avvenire entro le ore 8:00 del giorno successivo a ogni variazione di prezzo
- Devono essere indicati sia i prezzi self-service che quelli del servito
- Le informazioni devono essere trasmesse tramite il portale telematico del MIMIT
Le sanzioni
I gestori che non rispettano l'obbligo rischiano sanzioni significative:
- Da 500 a 6.000 euro per la prima violazione
- Sospensione dell'attivita' fino a 30 giorni in caso di recidiva
- Revoca dell'autorizzazione nei casi piu' gravi
Perche' e' importante per i consumatori
Grazie a questa normativa, servizi come Petroli.com possono accedere ai dati ufficiali e offrire un confronto prezzi affidabile e aggiornato. Prima del 2023, i prezzi erano comunicati su base volontaria e spesso non aggiornati.
Come vengono usati i dati
Il MIMIT pubblica i dati in formato open data, permettendo a chiunque di consultarli. Questo ha favorito la nascita di app e siti web che aiutano i consumatori a trovare il distributore piu' economico. La trasparenza ha anche un effetto positivo sulla concorrenza: i gestori sanno che i loro prezzi sono pubblici e confrontabili.
La trasparenza dei prezzi e' un diritto del consumatore e questa legge rappresenta un passo avanti importante per il mercato italiano dei carburanti.


